2_ Quotidiane Abitudini e Cambiamento Climatico

Quotidiane Abitudini e Cambiamento Climatico ...

 

“ L’umiltà non consiste nel considerarsi inferiori agli altri ma nel liberarsi dalla presunzione della propria importanza.

È uno stato di semplicità naturale in armonia con la nostra vera natura che consente di godere la freschezza del momento presente.

L’umiltà è un modo di essere, non di apparire”

Matthieu Eichard

 

Nel post precedente abbiamo potuto valutare come l’innalzamento esponenziale dei valori dell’ anidride carbonica nella nostra atmosfera sia causa dell’azione combinata della deforestazione e della mentalità che sta accompagnando lo “sviluppo” industriale.

Continuando su questa scia andremo ora a valutare, grazie anche alla visione di un altro film, come tutto questo non sia soltanto originato da una prepotente imposizione economica, ma anche dalla  personale e quotidiana vita di ognuno di noi.

 

Passato, Presente e quale Futuro ?

L’ attuale modo di percepire la nostra esistenza su questo pianeta  è formata da tre parti: una che presumiamo di conoscere e che chiamiamo passato, una che stiamo provando a vivere e che chiamiamo presente ed una più lontana e per questo, come scrive Baudelaire, incognita, misteriosa e incerta  che chiamiamo futuro.

 

“Il gusto del piacere ci vincola al presente. La preoccupazione per la nostra salvezza ci sospende all’avvenire.”

Charles Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo

 

Il gusto del piacere e quindi dei sensi, ci dice Baudelaire ci vincola al presente mentre l’incognita per il futuro ci produce preoccupazione.

Non stiamo facendo certo filosofia o poesia.

Da anni gli scienziati ci spingono a considerare che a causa dei cambiamenti climatici avremo un aumento delle zone desertiche, un aumento vertiginoso delle temperature medie, grandi spostamenti  di vento, acqua ma anche di esseri umani e per numerose forme di vita terrestri e marine vi sarà una rapida estinzione di massa. Le nostre risorse andranno sempre più a scemare in un momento in cui il nostro numero di individui tende sempre più ad aumentare. Una “guerra tra poveri” si espanderà a macchia d’olio su tutto il pianeta e ci porterà, se non agiamo in fretta, a lottare per gli ultimi spazi vivibili e sfruttabili disponibili sul pianeta. Tutto questo, a detta degli scienziati a causa delle nostre sconsiderate azioni e ormai globalizzati stili di vita.

 

“L’errore principale è che la terra ci sembra qualcosa di acquisito che ci appartiene, invece sono io che appartengo alla terra, sono io un suo annesso.”

Lev Tolstoj

 

Come ci ricorda Tolstoj, il considerarci padroni e non parte di questo pianeta ci porta non solo a pensare ma anche ad agire in maniera innaturale e dannosa.

Dire questo non è certo un modo per portare negatività ma casomai per portare in evidenza quello a cui ci stiamo accingendo a vivere. Comprenderlo ci potrà permettere di invertire la rotta e adeguatamente prepararsi per tempo.

Per fortuna l’essere umano è ancora  dotato di spirito critico e soprattutto di ironia e comicità. Da secoli la comicità ci ha permesso di metter in evidenza i nostri punti più dolenti e critici per poterli amorevolmente guardare e correggere. 

L’esilarante  monologo  dell’attrice comica Teresa Mannino ne è una dimostrazione:

 

 

Ok, siamo d’accordo che non tutti possiamo essere  intelligenti, consapevoli, gentili e rispettosi allo stesso modo e che non tutti possiamo essere fortunati di avere  vite agiate e piene di sorprendenti momenti di realizzazione personale e sociale.

 

Difficilmente chi deve lottare ogni giorno per la sopravvivenza potrà  avere spazio e tempo per poter dedicare la proprie vita anche allo sviluppo personale.

 

Come ci indica la Piramide di Maslow, un essere riesce a “realizzarsi” attraverso alcuni semplici passaggi che lo vedono da prima nutrito e protetto e poi socialmente ben voluto e riconosciuto.

D’altro canto però se, nella loro ascesa,   quegli esseri fortunati che potranno arrivare a realizzarsi nel soddisfare i propri bisogni da animale/mammifero, non considerassero contemporaneamente di prendersi cura anche del loro essenza  e coscienza si ritroverebbero come dei  “sacchi vuoti” animati soltanto  da istinti primordiali o desideri indotti.

Si badi bene che stiamo parlando di coscienza e non di conoscenza !!!

Occorre quindi una spinta volta non soltanto al raggiungimento del benessere materiale, ma anche a quello culturale e sociale, una spinta che porti l’essere umano a considerare e terminare la sua  totale completezza.

 

“Oggi è finito il tempo dello spirito.

Siamo nel buio fluttuanti, è una penombra carica di fumo e di frastuono.

Vogliamo possedere e consumare, gridare senza ascoltare.

Abbiamo perduto il sacro della vita “

 

Franco Battiato, da La Sicilia 2001

 

In una società dominata dal “profitto personale” anziché dal “bene comune” difficilmente un individuo riuscirà a considerare e/o affrontare  contemporaneamente i due binari (materiale e spirituale) che lo porteranno  sviluppo completo.

 

“Una società felice consuma poco; per indurre a consumare bisogna indurre insoddisfazione.”

Serge Latouche

 

Al “mondo del consumo o del business”  fa comodo una società di adulti non completamente adulterati, rimasti nelle fasi larvali di bambini/adolescenti: egoici bambini  nel  Paese dei Balocchi, che muovendosi  in preda ai più disparati desideri, essendosi persi, cercano di soddisfare la loro fame di  auto affermazione in un vuoto che sta prendendo sempre più spazio.

Dialogo tratto dal Libro “La Storia Infinita” :

Gmork:  Sei uno sciocco e non sai un bel niente di Fantàsia. È il mondo della Fantàsia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità e quindi Fantàsia non può avere confini.

Atreyu:  Perché Fantàsia muore?

Gmork:  Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.

Atreyu:  Che cos’è questo Nulla?!

Gmork:  È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.

Atreyu:  Ma perché?!

Gmork:  Perché è più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.

da “La Storia Infinita” di Michael Ende

 

Il vuoto che stiamo vivendo dentro di noi lo stiamo ricreando fuori di noi devastando e bruciando interi ecosistemi che da millenni vivevano in equilibrio e dai quali anche noi stessi  traevamo linfa vitale.

Stiamo forse recidendo gli ultimi legami che ci legavo al “Mondo Naturale” ?

 

In un mondo che guarderà solo al profitto economico, difficilmente si arriverà a distinguere cosa sarà  importate per la sopravvivenza del singolo e della specie stessa !

Esclusività è l’inno, è  la bandiera verso cui tutti noi personalmente tendiamo,  mentre senza accorgersene ci stiamo passivamente adeguando all’uniformità.

In questa corsa all’affermazione di noi stessi in un vuoto sociale e personale senza pari commettiamo, magari senza saperlo, azioni in senso inverso alla nostra stessa sopravvivenza facendo letteralmente “ terra bruciata” attorno a noi.

 

Tutto questo giro di parole non è certo per demonizzare il denaro, per colpevolizzare i nostri vizi, incolpare qualcuno o chi sa che altro, ma semplicemente per provare a riconoscere i pericoli verso cui stiamo andando in contro, per darci, con il sorriso sulle labbra e la fiducia nel cuore, nuove future possibilità di vita.

 

Lo stesso libro che abbiamo citato pocanzi “La storia infinita”  di Michael Ende parla di un pericolo imminente e di come il ragazzo che legge la storia scritta su di un libro, rispecchiandosi nel protagonista, riesca ad infondergli forza, coraggio e fiducia, aiutandolo così a cambiare il corso della storia che, apparentemente, era già scritta.

 

“Solo un cambiamento dell’ atteggiamento individuale potrà portare con sé un rinnovamento dello spirito delle nazioni.

Tutto comincia con l’individuo”
Carl Gustav Jung

 

 

Come dice il detto … fino a che c’è vita, c’è speranza !

 

Buona visione del Film Documentario “Deforestazione made in Italy”